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E’ ancora giallorosso il derby di Roma

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Non si può raccontare questo derby senza partire dai giorni precedenti. A Formello i tifosi avevano parlato di guerra etnica, di battaglia da vincere a tutti i costi, facendo salire al massimo la tensione tra i giocatori della Lazio. A Trigoria l’avvicinamento alla partita è stato più romantico, con i tifosi assenti allo stadio, ma presenti all’allenamento per incoraggiare gli uomini di Spalletti. I pronostici vedevano prevalere la Lazio, in virtù di una striscia positiva, a volte accompagnata anche da una buona organizzazione di gioco.

Io, scaramantico come sempre, ho simulato arrendevolezza ed ho lasciato che i cugini biancocelesti parlassero apertamente di vittoria, sperando che, come al solito il risultato finale fosse favorevole alla squadra meno quotata. Questa volta niente stadio, a casa a soffrire come molti altri tifosi giallorossi, non da solo però, in modo da condividere l’ansia che ti assale prima e durante di 90 minuti di gioco.

La partita inizia e nella prima fase di gioco è la squadra allenata da Inzaghi che sembra avere in mano il pallino del gioco, pur senza mai rendersi particolarmente pericolosa nell’aria avversaria. La Roma sembra molto attenta a chiudere ogni linea di passaggio ed è tutta dietro la linea della palla, senza però dare mai l’impressione di ripartire in maniera efficace. Troppo lenta la manovra in fase di ripartenza ed anche i tentativi di verticalizzazione di De Rossi si rivelano inefficaci. Nell’ultimo quarto d’ora però i giallorossi cominciano ad alzare il centrocampo e giocatori come Perotti e Nainggolan decidono che è il momento di entrare in partita e prendere qualche iniziativa. Finisce il primo tempo senza grossi acuti e con una sensazione di delusione che attanaglia tutti noi che davanti allo schermo ci aspettavamo qualcosa di più.

Nella ripresa parte forte la Roma che si porta costantemente nella metà campo avversaria, facendo salire il ritmo delle giocate. La Lazio a questo punto si fa timida, perde qualche sicurezza e subisce le iniziative sulle fasce di Perotti e Palmieri da una parte e Peres dall’altra. E’ proprio da un cross dalla sinistra che capita sulla testa di Dzeko l’occasione per il vantaggio, ma una bella parata di Marchetti sventa il pericolo. E’ un campanello di allarme che non viene raccolto da Wallace che invece di spazzare via una palla facilmente giocabile si avventura in un dribbling al limite dell’area di rigore, dove è appostato Strootman che lo sovrasta fisicamente, chiede strada a Dzeko e depone con un pallonetto la sfera alle spalle dell’incolpevole estremo difensore della Lazio. Esplode il salone di casa e la porzione di Distinti Sud popolata da pochi ma vocianti temerari. Può essere il momento decisivo della gara. Nel pieno del festeggiamento vediamo la rissa scatenata da uno spruzzo d’acqua lanciato dall’Olandese a Cataldi che reagisce male. Rosso per il laziale e giallo per Kevin. Ritorna la calma e si ricomincia.

La Lazio accusa il colpo, forse a causa dell’eccessiva pressione di cui si scriveva ad inizio articolo e si dimostra incapace di una reazione. La Roma ne approfitta facendo girare la palla e colpendo alla prima occasione propizia grazie ad un tiro da fuori di Nainggolain, sul quale non sembra esente da colpe Marchetti. Il due a zero stordisce i biancocelesti e neanche i cambi effettuati da Inzaghi cambiano il volto ad una gara ormai segnata.

Arriva il triplice fischio e parte la festa dei giocatori della Roma che vanno a festeggiare sotto lo spicchio di stadio occupato dai suoi tifosi, mentre malinconicamente dagli altoparlanti dell’Olimpico viaggiano le note dell’inno della Lazio.

Chiudiamo con una parentesi dedicata a Lulic, in campo autore di una gomitata in faccia a Bruno Peres con la palla praticamente fuori dal campo e fuori protagonista di un’intervista a dir poco fuori luogo. Il signor Lulic, nato a Mostar, ha già dimenticato cosa razzismo, odio etnico e religioso hanno provocato a casa sua? Bene ha fatto la Lazio a scusarsi per queste dichiarazioni.

Va in archivio anche questo derby con la Roma che tiene la scia di Milan e Juventus e la Lazio che comunque si mantiene nelle parti alte della classifica.

Secondo i pronostici la Lazio doveva vincere facilmente, doveva essere una guerra etnica, é stata una partita di calcio ed ha vinto la squadra più forte.

Paolo Nardi

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