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RICCARDO CELLENO SALE IN CIELO. UN PATRIMONIO UMANO, PROFESSIONALE e TECNICO PERSO DAL CALCIO LAZIALE

RICCARDO CELLENO

Riccardo Celleno sale in cielo, e lascia

una moglie, un figlio e tanti, affettuosi amici ed estimatori

 

Riccardo Celleno non c’è più, ed è dall’altro ieri notte che il pensiero di questa disgrazia e allo stesso tempo tragedia mi passa davanti. Perché quando se ne va uno di noi, un appassionato di calcio, anzi di un calcio diverso, quello dei paesi, quello della passione, e tanta, fa male. Duole pensare ai suoi 36 anni come capolinea di un’esistenza, come fa riflettere, in maniera assoluta, profonda, inestimabile, l’innaturale evento di un giovanotto che va in cielo prima di chi l’ha messo al mondo. E sì che di amici ne ho, ne abbiamo persi diversi, e ogni volta il cuore, la sfera personale, i sentimenti, vengono, tutti assieme, messi a dura prova. E non solo nei momenti del decesso di una persona cara.
Pensi al figlio di due genitori che domani daranno l’estremo saluto a Riccardo? Oppure alla moglie e al pupo, con lei, Stefania, conosciuta ai tempi dei banchi di scuola? O allo shock, autentico, vero, che ha colpito gli amici, i colleghi, i giocatori di calcio del Viterbese, di Roma e di tutta la parte settentrionale della regione? O a tutto questo assieme? Già, perché Riccardo non è stato “soltanto” un bravo ragazzo ma, e lo si evince dai devastanti messaggi lasciati da conoscenti e strette persone su Facebook, una persona che si è fatta ben volere: ma anche un elemento capace di farsi rispettare per la sua attività di allenatore, di collaboratore di www.calciodellatuscia.it, al cui sito, come ha puntualmente ricordato Alessio Fratini, ha dato idee preziose, sulla strada di una modernità tecnologica, lui che è stato un buon conoscitore delle vicende informatiche.

Pensi a tutto questo e alla mancanza, delle parole, fisica, partecipativa, che, dall’altra sera, ha cominciato a penetrare nei pensieri di chi lo ha apprezzato e di chi ne condivideva le passioni.
Normale, logico pensare ai genitori, al bambino piccolo e alla sua signora. Per loro, ora, l’esame più ingeneroso, più difficile: quello di andare avanti senza pensare al motivo del ferale evento. Riccardo non c’è più, come era capitato, un anno fa, di questi tempi, alla consorte e compagna di Andrea Servi. Quando succede è tosta, girarsi, e cominciare il dolorosissimo, delicato sentiero del parlare all’imperfetto di chi hai amato, considerato, benvoluto. Non è per niente facile, nella maniera più sensibile del termine.

Max Cannalire

I FUNERALI SI TERRANNO DOMANI ALLE 15.30 A CIVITELLA D’AGLIANO.

La redazione di www.calciolaziale.com partecipa, commossa e provata, al dolore

della famiglia di Riccardo Celleno e invia le più sentite e sensibili condoglianze.

Nella fotografia Riccardo Celleno sulla destra, durante

una premiazione con Vincenzo Camilli

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