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Eccellenza: i play-off per la “D” – Albalonga-Castelfidardo 1-1

ALBANO

Albalonga – Castelfidardo  1 – 1

Albalonga: Leacche, Sandroni (71’ Micaloni), Puleio, Amico, Panella, Verdini, Boncompagni (74’ Longo), Trinca, Forcina, Santoro (46’ st Bez), Di Ludovico. A disp. Patano, Coco, Dei Giudici, Trotta. All. Lauretti.

Castelfidardo: Cantarini, Belelli (53’ Bacchiocchi), Pretini, Fermani, Ortolani, Marconi, Tassi, Carboni, Dell’Aquila, (29’ Ciccioli), Simoncelli, Sgarbati (67’ Donzelli). A disp. Giampieri, Romansky, Doda, Taddei. All. Mobili.

Arbitro: Sig. Maninetti di Lovere (BG). Assistenti: Sigg. Abategiovanni di Fratta Maggiore (NA), Manzolillo di Sala Consilina (SA).

Reti: 3’ Tassi (C), 44’ Trinca (A).

Note: espulsi all’82’ Amico (A.) per somma di ammonizioni, al 92’ Ciccioli (C.) per proteste. Ammoniti Trinca, Di Ludovico, Bez (A.); Cantarini, Fermani, Ortolani, Simoncelli, Donzelli (C.). Calci d’angolo 4-2 per l’Albalonga.

ALBANO LAZIALE – Si ferma tra le mura amiche la corsa dell’Albalonga verso la serie D. Al “Pio XII” gli uomini di Lauretti vengono fermati sull’uno a uno da un Castelfidardo che, forte della vittoria di misura all’andata, stacca il biglietto per la finale dei play-off contro il Rieti.

Troppo dura da incassare la mazzata a freddo subita dopo solo 3’ di gioco per mano, o per meglio dire per piede, di Tassi, che trasforma una semplice strada in salita in una scalata proibitiva: l’undici castellano si è trovato fin da subito nelle condizioni di dover compiere un’impresa per sperare nella qualificazione. La veemente e orgogliosa reazione biancoazzurra, pur condita da troppo nervosismo, si è esaurita nella traversa colta da un tiro di Forcina qualche minuto prima del pareggio, e dalla stessa perla di Trinca allo scadere del primo tempo. Troppo poco per sconfiggere le forti armate marchigiane.

Pronti-via e il Castelfidardo va in vantaggio: al minuto 3 Sgarbati si invola lungo la fascia sinistra, penetra con troppa facilità all’interno delle maglie della difesa avversaria e mette un cross basso per Tassi che, tutto solo, in piena area, batte Leacche di piatto sinistro, ammutolendo la baldanzosa tifoseria locale e facendo esplodere di gioia il nutrito drappello di sostenitori marchigiani. A questo punto all’Albalonga servirebbero tre reti per ribaltare la situazione. La palla del possibile pareggio capita al 17’ sui piedi di Santoro, che al termine di un batti e ribatti in area esplode un destro potentissimo dal limite, deviato in angolo dallo straordinario colpo di reni di Cantarini. Consapevole della necessità di segnare il prima possibile, l’Albalonga si riversa nella metà campo avversaria e reclama per due calci di rigore non concessi, entrambi su Forcina: se nel secondo caso l’intervento di Verdini appare nettamente sul pallone, permane qualche dubbio nel primo, in cui la trattenuta di Panella è tanto leggera quanto sospetta.

Il Castelfidardo, dal canto suo, si chiude bene e si affida all’opportunismo di Dell’Aquila per pungere in contropiede. Il numero 9 ospite prima si esibisce in un esaltante gesto tecnico dal limite dell’area, con il pallone bloccato a terra da Leacche; poi calcia a lato di destro da buona posizione su suggerimento di Carboni. Prima del pareggio, la palla della speranza passa attraverso i piedi di Forcina, ma si stampa contro la traversa regalando soltanto un sussulto. Poi, in chiusura di tempo, il gol arriva: si tratta di un autentico capolavoro di capitan Trinca che, dal limite dell’area, lascia partire una bomba che sbatte sulla traversa e si insacca alle spalle di Cantarini. Con 45’ ancora da giocare, l’impresa sembrerebbe di nuovo possibile.

La ripresa, invece, tradisce le aspettative. Mister Lauretti si affida a Bez che nell’intervallo va a sostituire Santoro, ma nonostante la generosità dell’attaccante veneto i palloni messigli a disposizione, a lui come a Forcina, non sono sufficienti. L’unica scelta offensiva valida sembrano essere le discese sulla destra di Di Ludovico, ma a parte qualche cross insidioso e qualche mischia, non si registrano occasioni da gol particolarmente nitide. A complicare la situazione arriva anche l’ingenua espulsione di Amico, reo di un fallo evitabilissimo, che gli costa il secondo giallo e lascia i locali in 10 nel momento del forcing finale. Segno evidente che, nella ripresa, stanchezza e nervosismo hanno avuto la meglio su un’adeguata lucidità da affiancare alla sana voglia di rimonta. Vero è, anche, che il signor Maninetti di Lovere ci mette del suo mostrando soltanto il giallo a Donzelli per uno spintone a gioco fermo che meritava certamente il cartellino rosso, come il regolamento indica.

Nel finale il conto degli uomini si riequilibra per l’espulsione per proteste di Ciccioli, ma ormai è troppo tardi. Dopo 5’ di recupero un’Albalonga stremata cede il passo alla formazione marchigiana e dice addio ai propri sogni di gloria. L’appuntamento con la serie D, per Lauretti e i suoi uomini, è rimandato alla prossima stagione.

Andrea Listanti

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