Forse la sosta così lunga arriva nel momento meno adatto perché questo Frosinone vola. Dieci punti in cinque gare, forza, concretezza, gioco e squadra in costante crescita. E aggiungiamo un Palmisani che è già pronto per la Nazionale, quella di Mancini però. Allo Stirpe si respira entusiasmo perché un Frosinone così convincente, nelle precedenti tre stagioni di serie A, non si era mai visto. Merito di Alvini, del suo staff e di chi scende in campo che oltre alla qualità sta dando tanta anima e determinazione. Di fronte un Como che, al di là dei miracoli di Palmisani, ha sofferto l’intraprendenza e la sicurezza dell’11 ciociaro che già a fine primo tempo ha indirizzato il match.
La gara l’ha sbloccata il Frosinone al minuto 14 con Giacomo Caló, giocatore che forse avrebbe meritato la massima serie con qualche anno di anticipo. Calò è bravo ad inserirsi e a sfruttare a pieno l’assist di Schimd e fulminare Butez. Ottima la partita a tutto campo su Da Cunha, sostituito dopo un tempo e annullato dal centrocampista di casa. In più, Calò è secondo in Serie A per numero di occasioni create (19). Oggi ha segnato davanti alla sua famiglia e ai suoi amici di Trieste, presenti in tribuna. Per il resto, il Frosinone riparte bene negli spazi, pressa a tutto campo e a destra sfonda a più riprese. Succede anche al tramonto del primo tempo: Schmid – al terzo assist in due partite – scappa in contropiede, resiste a Valle e serve Kvernadze. Il georgiano si traveste da Kvara e punge di rabbia. Stavolta con la partecipazione del portiere del Como, non perfetto nell’occasione. Due a zero e lo Stirpe che ammira e festeggia con grande entusiasmo.
Alvini ha impostato la partita alla perfezione. Pressione alta, intensità e quando si può, via in velocità. E pazienza se dietro si soffre un po’. L’allenatore toscano, che in un’altra vita faceva il calzolaio, incarta la gara a Fabregas, sfruttando le armi migliori a sua disposizione. Calò e Masini vanno a prendere alti i centrocampisti del Como, Ghedjemis e Kvernadze sgasano sulle fasce e fanno impazzire Couto e Valle. Entrambi fanno una fatica immensa a contenerli e vengono sistematicamente saltati. Il georgiano è il calciatore che in A dribbla di più, trentuno di cui 16 riusciti. In generale, l’entusiasmo è tanto. Pure Alvini, nel finale, carica il pubblico invitandolo a continuare a cantare. Il Frosinone vince la seconda partita consecutiva in casa, infilando il terzo risultato utile di fila: sette punti in tre partite. Una nota di merito va poi anche al portiere Palmisani: decisivo in almeno quattro occasioni, una sullo 0-0 su Douvikas (dopo un’azione confusa e un paio di carambole con la complicità della traversa) e altre tre, nitide, nella ripresa. Bravo anche sul tentativo di Kean al 58’, dove è attento a restare in piedi e respingere, e su Jesus Rodriguez al 70’. Insomma, il Como non ha giocato la sua miglior partita, ma quando è arrivato a concludere ha trovato un ottimo portiere sulla sua strada. Nel finale, poi, ci sarebbe stato anche il tempo per il terzo gol del Frosinone con Raimondo, annullato però per un dubbio fallo in attacco. Poco male, restano gli applausi a scena aperta di tutto lo stadio. Non esisteva un modo migliore per festeggiare i 98 anni di storia del club.