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	<title>calciolaziale.com &#187; Serie A</title>
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		<title>Lazio &#8211; Monza 3-1: la bellezza di essere primi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 09:12:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Altra vittoria, altro record (quinta vittoria nelle prime sei, mai accaduto prima) e soprattutto primato in classifica conservato. Da oggi insieme con la sola Inter. La Lazio di Gattuso non si ferma più. Batte anche il Monza con una prova esemplare nella prima frazione di gioco, un po’ meno nella ripresa e si conferma squadra [&#8230;]</p><p>The post <a href="http://www.calciolaziale.com/2026/10/12/professionisti/lazio-monza-3-1-la-bellezza-primi/">Lazio &#8211; Monza 3-1: la bellezza di essere primi</a> appeared first on <a href="http://www.calciolaziale.com">calciolaziale.com</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Altra vittoria, altro record (quinta vittoria nelle prime sei, mai accaduto prima) e soprattutto primato in classifica conservato. Da oggi insieme con la sola Inter. La Lazio di Gattuso non si ferma più. Batte anche il Monza con una prova esemplare nella prima frazione di gioco, un po’ meno nella ripresa e si conferma squadra che non soffre di vertigini. Il Monza, dopo la vittoria sul Sassuolo prima della sosta, si ferma di nuovo. Ma non esce affatto ridimensionato da un match in cui, pur sotto di due gol e con un uomo in meno dal 35’ del primo tempo, rientra in partita e fa vivere una ripresa complicatissima alla squadra di casa. Che continua a stupire per il gioco spettacolare e produttivo (tre gol, un palo ed almeno altre 4 palle-gol), ma continua pure ad avere dei black out (stavolta nel primo quarto d’ora del secondo tempo) che un po’ preoccupano.</p>
<p style="text-align: justify;">La partita si mette subito in discesa per la formazione di casa. Al 3’ i biancocelesti sono già in vantaggio grazie al “missile” di Tavares da poco fuori area. Il portoghese riceve palla da Noslin ed esplode un sinistro che si infila sotto la traversa senza dare scampo a Tornqvist: per Nuno è il primo gol in assoluto con la maglia della Lazio. Il piano partita ideato da Juric, teso a spezzare il gioco della Lazio per tenerla lontana dall’area, va a farsi benedire. La squadra brianzola, schierata con il consueto 3-4-2-1 (con Ngonge e Zeballos scelti come trequartisti alle spalle di Varela) fa fatica a riorganizzarsi e inventare un altro tipo di partita. Ne approfitta la Lazio che controlla agevolmente la gara e affonda ogni volta che può. Gattuso ripropone il solito 4-3-3 con le novità Doekhi (preferito a Sutalo) e Isaksen rispetto all’ultimo match prima della sosta. E’ proprio l’attaccante danese, che già con la sua nazionale si era sbloccato, a realizzare il raddoppio al 23’, al termine di una bella azione impostata da Taylor e rifinita da Noslin per il sinistro vincente del danese. In precedenza erano stati Frattesi (colpo di testa di poco fuori) e Noslin (tiro neutralizzato da Tornqvist) a sfiorare il gol. Tra queste due azioni e il gol del 2-0 c’è anche l’unico acuto del Monza nel primo tempo. I brianzoli vanno in gol con Varela, ma la rete viene annullata per fuorigioco dello stesso attaccante portoghese sul passaggio di Akinsamiro. Si arriva così al 35’ con l’altro episodio-chiave della prima frazione. Il Monza è tutto nella metà campo avversaria (e reclama un rigore per un contatto Tavares-Birindelli): sul rilancio di Belahyane Noslin si invola verso la porta avversaria. Lucchesi lo trattiene platealmente: fallo su chiara occasione da gol e inevitabile rosso per il difensore del Monza.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver sostituito Ngonge con Goglichidze subito dopo il rosso di Lucchesi, nell’intervallo Juric fa altri tre cambi. Entrano Maye (per Carboni), Mota (per Zeballos) e Ondoa (per Folorunsho). I sostituti danno nuova linfa alla formazione ospite e, soprattutto, confezionano il gol che riapre la partita già al primo minuto della ripresa. Angolo di Birindelli, spizzata di Mota e colpo di testa vincente di Goglichidze, con la difesa della Lazio evidentemente ancora nello spogliatoio. Il Monza insiste e al 5’ va vicinissimo al 2-2: traversone di Maye per Mota che, tutto solo, tira a colpo sicuro, ma Mandas è reattivo e riesce a deviare in angolo. Gattuso vede che dietro c’è qualcosa che non va e spende il primo cambio: esce Doekhi ed entra Leite. Altra incursione dei brianzoli al 10’: il tiro di Birindelli finisce di poco fuori. Poi è ancora Mota che sfiora la rete del pareggio con un colpo di testa sul quale Mandas si supera e devia in angolo. Al quarto d’ora altri due cambi per la Lazio. Entrano Sutalo (per Provstgaard) e Dele-Bashiru (per Frattesi). Quinto e ultimo cambio del Monza al 25’: Mangas si fa male ed è costretto a uscire: lo rimpiazza Colpani. Le ultime sostituzioni della Lazio arrivano al 30’: dentro Pedraza per Tavares e Pinamonti per Noslin. Il rimescolamento di carte (in particolare le energie fresche dei nuovi entrati) consentono alla Lazio di rialzare la testa e riprendere il controllo delle operazioni dopo il brutto quarto d’ora passato a inizio ripresa. I biancocelesti vanno vicini al terzo gol prima con Zaccagni (Tornqvist si allunga e riesce a deviare in angolo il tiro a giro del capitano) e poi con Isaksen che colpisce il palo sulla spizzata di Pinamonti che lo lancia verso la porta. Quindi i padroni di casa lo trovano, il terzo gol, grazie a Pinamonti che sul cross rasoterra di Pedraza anticipa tutti di piatto destro a due minuti dal 90’. E la partita va in archivio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>fonte: Gazzetta.it</strong></p>
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		<title>Frosinone &#8211; Como 2-0: la partita perfetta della squadra di Alvini</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 10:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Tortolano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Forse la sosta così lunga arriva nel momento meno adatto perché questo Frosinone vola. Dieci punti in cinque gare, forza, concretezza, gioco e squadra in costante crescita. E aggiungiamo un Palmisani che è già pronto per la Nazionale, quella di Mancini però. Allo Stirpe si respira entusiasmo perché un Frosinone così convincente, nelle precedenti tre [&#8230;]</p><p>The post <a href="http://www.calciolaziale.com/2026/09/21/professionisti/frosinone-como-2-0-la-partita-perfetta-della-squadra-alvini/">Frosinone &#8211; Como 2-0: la partita perfetta della squadra di Alvini</a> appeared first on <a href="http://www.calciolaziale.com">calciolaziale.com</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Forse la sosta così lunga arriva nel momento meno adatto perché questo <strong>Frosinone</strong> vola. Dieci punti in cinque gare, forza, concretezza, gioco e squadra in costante crescita. E aggiungiamo un Palmisani che è già pronto per la Nazionale, quella di Mancini però. Allo Stirpe si respira entusiasmo perché un Frosinone così convincente, nelle precedenti tre stagioni di serie A, non si era mai visto. Merito di Alvini, del suo staff e di chi scende in campo che oltre alla qualità sta dando tanta anima e determinazione. Di fronte un Como che, al di là dei miracoli di Palmisani, ha sofferto l&#8217;intraprendenza e la sicurezza dell&#8217;11 ciociaro che già a fine primo tempo ha indirizzato il match.</p>
<p style="text-align: justify;"> La gara l’ha sbloccata il Frosinone al minuto 14 con Giacomo Caló, giocatore che forse avrebbe meritato la massima serie con qualche anno di anticipo. Calò è bravo ad inserirsi e a sfruttare a pieno l’assist di Schimd e fulminare Butez. Ottima la partita a tutto campo su Da Cunha, sostituito dopo un tempo e annullato dal centrocampista di casa. In più, Calò è secondo in Serie A per numero di occasioni create (19). Oggi ha segnato davanti alla sua famiglia e ai suoi amici di Trieste, presenti in tribuna. Per il resto, il Frosinone riparte bene negli spazi, pressa a tutto campo e a destra sfonda a più riprese. Succede anche al tramonto del primo tempo: Schmid &#8211; al terzo assist in due partite &#8211; scappa in contropiede, resiste a Valle e serve Kvernadze. Il georgiano si traveste da Kvara e punge di rabbia. Stavolta con la partecipazione del portiere del Como, non perfetto nell’occasione. Due a zero e lo Stirpe che ammira e festeggia con grande entusiasmo.<br />
Alvini ha impostato la partita alla perfezione. Pressione alta, intensità e quando si può, via in velocità. E pazienza se dietro si soffre un po’. L’allenatore toscano, che in un’altra vita faceva il calzolaio, incarta la gara a Fabregas, sfruttando le armi migliori a sua disposizione. Calò e Masini vanno a prendere alti i centrocampisti del Como, Ghedjemis e Kvernadze sgasano sulle fasce e fanno impazzire Couto e Valle. Entrambi fanno una fatica immensa a contenerli e vengono sistematicamente saltati. Il georgiano è il calciatore che in A dribbla di più, trentuno di cui 16 riusciti. In generale, l&#8217;entusiasmo è tanto. Pure Alvini, nel finale, carica il pubblico invitandolo a continuare a cantare. Il Frosinone vince la seconda partita consecutiva in casa, infilando il terzo risultato utile di fila: sette punti in tre partite. Una nota di merito va poi anche al portiere Palmisani: decisivo in almeno quattro occasioni, una sullo 0-0 su Douvikas (dopo un’azione confusa e un paio di carambole con la complicità della traversa) e altre tre, nitide, nella ripresa. Bravo anche sul tentativo di Kean al 58’, dove è attento a restare in piedi e respingere, e su Jesus Rodriguez al 70’. Insomma, il Como non ha giocato la sua miglior partita, ma quando è arrivato a concludere ha trovato un ottimo portiere sulla sua strada. Nel finale, poi, ci sarebbe stato anche il tempo per il terzo gol del Frosinone con Raimondo, annullato però per un dubbio fallo in attacco. Poco male, restano gli applausi a scena aperta di tutto lo stadio. Non esisteva un modo migliore per festeggiare i 98 anni di storia del club.</p>
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		<title>Frosinone: la vittoria sfumata a Genova racconta una crescita costante</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 16:52:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Terzo risultato utile su quattro per il Frosinone in questo inizio di campionato. L’uno a uno del Ferraris è amaro per l&#8217;11 ciociaro che ha accarezzato a lungo il sogno del terzo successo di fila, anche se il pari permette comunque agli uomini di Alvini di restare nei quartieri alti della Serie A. La sfida [&#8230;]</p><p>The post <a href="http://www.calciolaziale.com/2026/09/13/professionisti/seriea/frosinone-la-vittoria-sfumata-genova-racconta-crescita-costante/">Frosinone: la vittoria sfumata a Genova racconta una crescita costante</a> appeared first on <a href="http://www.calciolaziale.com">calciolaziale.com</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Terzo risultato utile su quattro per il <strong>Frosinone</strong> in questo inizio di campionato. L’uno a uno del Ferraris è amaro per l&#8217;11 ciociaro che ha accarezzato a lungo il sogno del terzo successo di fila, anche se il pari permette comunque agli uomini di Alvini di restare nei quartieri alti della Serie A. La sfida del Ferraris racconta questo, con gli ospiti che dopo il vantaggio iniziale di Kvernadze hanno mantenuto il possesso del gioco sino all’intervallo, rischiando grosso quando Colombo proprio allo scadere di metà gara ha calciato a lato il primo rigore di questo campionato concesso dopo Ofr per il mani di Cittadini. Restano i meriti degli uomini di Alvini, per la pulizia delle giocate e la qualità messa in campo, almeno sino a quando certi meccanismi non si sono un po’ smarriti.</p>
<p style="text-align: justify;">De Rossi si è affidato in avvio alla coppia Colombo-Osmajic in attacco, dando fiducia a destra all’ultimo arrivato Ehizibue (con Ellertsson sulla corsia mancina), mentre Alvini nel tridente offensivo ha scelto Ghedjemis al posto dell&#8217;ex rossoblù Fini. Una sfida iniziata con otto minuti di ritardo a causa di un problema all’auricolare dell’arbitro Rapuano. La squadra di De Rossi è andata subito a segno con Baldanzi dopo una bella giocata di Ellertsson: rete annullata per il tocco in fuorigioco di Osmajic. Il Frosinone è stato molto efficace la squadra riuscendo a frenare Baldanzi e tenendo basso Frendrup grazie ai movimenti di Calò e Schmid, sempre alla ricerca di Raimondo al centro dell’attacco. E al 12’ il Frosinone ha capitalizzato la prima occasione utile per andare a segno: Ghedjemis è scappato alla guardia di Frendrup, Schmid ha servito Kvernadze lesto ad anticipare una difesa genoana troppo statica. Palmisani (21’) ha respinto la conclusione di Baldanzi su assist di Colombo, in quella che è stata la migliore occasione per i rossoblù prima del rigore. Sino a metà gara i padroni di casa non sono riusciti a cambiare l’inerzia della partita, tenuta in mano dagli ospiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pari genoano è arrivato in avvio di ripresa (5’) &#8211; con Messias in campo al posto di Baldanzi e Monterisi sostituto di Cittadini &#8211; con il capitano Vásquez, bravo sugli sviluppi di un angolo a battere a rete sul primo palo, anche se qui il Frosinone ha sbagliato il piazzamento della difesa. Sull’uno a uno la gara è cambiata, il Genoa ha preso fiducia e certi automatismi del Frosinone nel primo tempo si sono un po’ smarriti. De Rossi ha fatto debuttare l’ex El Shaarawy, piazzatosi a sinistra a tutta fascia con Ellertsson a destra. Bijlow ha negato il raddoppio a Kvernadze, poi Palmisani è stato decisivo prima su Colombo e poi su Vitinha, subentrato in attacco. Vasquez, già ammonito, ha steso in mezzo al campo Fini: secondo giallo, espulsione e Genoa in diecì al 42’ della ripresa. Finale da brividi, con il Frosinone che grazie ai cambi ha provato a invano a trovare il raddoppio. Bijlow ha salvato tutto su Calò. Poi a sfida conclusa il lungo applauso del pubblico genoano all’ex Masini.</p>
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		<title>Intervista a Mimmo Di Carlo: &#8220;Il primo risultato che guardo è sempre quello del Cassino&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 14:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Tortolano]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Domenico Di Carlo, per tutti Mimmo, 62 anni da Cassino. Una vita nel calcio: prima da calciatore con l&#8217;approdo in serie B a 29 anni e in A a 31. E quest&#8217;anno festeggia i venticinque anni da allenatore. Di Carlo è rimasto l&#8217;uomo umile e gentile di sempre. &#8220;Sono &#8211; afferma il tecnico del Gubbio [&#8230;]</p><p>The post <a href="http://www.calciolaziale.com/2026/08/14/professionisti/intervista-mimmo-carlo-il-primo-risultato-che-guardo-sempre-del-cassino/">Intervista a Mimmo Di Carlo: &#8220;Il primo risultato che guardo è sempre quello del Cassino&#8221;</a> appeared first on <a href="http://www.calciolaziale.com">calciolaziale.com</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenico Di Carlo,</strong> per tutti Mimmo, 62 anni da Cassino. Una vita nel calcio: prima da calciatore con l&#8217;approdo in serie B a 29 anni e in A a 31. E quest&#8217;anno festeggia i venticinque anni da allenatore. Di Carlo è rimasto l&#8217;uomo umile e gentile di sempre.</p>
<p>&#8220;Sono &#8211; afferma il tecnico del Gubbio &#8211; e resto il ragazzo di via Cesare Lombroso. Da giovanissimo ero un tifoso del Cassino e seguivo le gesta di mio zio Bruno Di Carlo che era un&#8217;ala sinistra. Poi dalla tribuna passai al campo e mi ritrovai a giocare con la maglia della mia città prima esordendo in serie C e poi giocando un anno in D. Una domenica affrontammo l&#8217;Osimana che in campo aveva un giovane Gianfranco Matteoli che poi me lo ritrovai come compagno a Como. Ancora oggi il primo risultato che guardo è quello del Cassino, quest&#8217;anno farà l&#8217;Eccellenza ma sono sicuro che saprà rialzarsi&#8221;.</p>
<p>Dopo aver lasciato la città martire, le esperienze a Treviso, Como e Terni. Ma la vera crescita arriva a Palermo dove diventa anche capitano. Poi il trasferimento a Vicenza, dove Renzo Ulivieri saprà valorizzarlo nel modo giusto. E così, dopo le contestazioni iniziali, arrivano le promozioni in B e in A .</p>
<p>&#8220;Gli allenatori &#8211; continua Di Carlo &#8211; a cui sono sicuramente più legato non possono che essere Ulivieri e Guidolin. Il primo perché ha visto in me del talento e mi ha trasmesso tanta sicurezza. Con lui sono cresciuto anche dal punto di vista tattico. E poi Guidolin che a Vicenza ha scritto pagine importanti. Abbiamo vinto quella coppa Italia che vale tantissimo. Oggi per una provinciale è un&#8217;impresa ardua trionfare e alzare al cielo un trofeo. Facemmo un qualcosa di unico e ne sfiorammo un&#8217;altra di impresa clamorosa arrivando alla semifinale di Coppa delle Coppe con il Chelsea&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Inevitabile la domanda se il gol di Luiso fosse regolare. &#8220;Era regolarissimo &#8211; continua l&#8217;ex mediano &#8211; e tutti in campo ne eravamo certi. Ma di fronte avevamo il Chelsea e noi eravamo il Vicenza. Resta l&#8217;orgoglio di essere arrivati fino lì ma certo avremmo sicuramente meritato di giocare la finale&#8221;. In totale quasi dieci anni da giocatore del Vicenza, in quegli anni 90 dove in A c&#8217;erano campioni eccezionali. &#8220;Difficile dire chi sia stato il giocatore più forte che ho affrontato. Erano dei fenomeni tutti: da Zidane a Totti, da Baggio a Del Piero. Totti di spalle era imprevedibile ed era davvero difficile da marcare. Un altro giocatore eccellente era Boban. Ma ripeto, in quegli anni la qualità era altissima&#8221;. Inevitabile un ricordo di Franco Baresi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Con il tempo capisci contro chi hai giocato. Franco era un campione dentro e fuori il campo. Un esempio, un&#8217;icona, una vera bandiera e io le bandiere le ho sempre amate&#8221;. A 36 anni l&#8217;ultima esperienza da giocatore a Livorno dove Jaconi lo aiuterà a capire il suo futuro. &#8220;Osvaldo mi ha aperto la testa e lì ho preso coscienza che avrei potuto continuare a stare nel calcio con questo altro ruolo. Gli anni nella Primavera del Vicenza hanno fatto da apripista. A Mantova ho vissuto un periodo d&#8217;oro e la finale con il Torino per andare in A grida ancora vendetta. Poi ho fatto tante esperienze belle e altalenanti dove non mancano dei rimpianti. Ma io sono abituato a non cullarmi sugli allori né a demotivarmi quando le cose vanno male. Ora sono a Gubbio dove l&#8217;anno scorso abbiamo raggiunto un insperato playoff. Mi piace valorizzare i giovani e resta il fatto che il mio sogno resta quello di tornare in categorie più importanti&#8221;. All&#8217;esordio in A da allenatore quel calcio preso da Silvio Baldini.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Cose di calcio, abbiamo fatto subito pace. Avevamo sbagliato entrambi. Silvio è un uomo di sport e sta facendo bene con l&#8217;Under 21&#8243;. E sui giovani &#8220;Bisogna &#8211; conclude Di Carlo &#8211; dargli fiducia, oggi i ragazzi sono più fragili caratterialmente e meritano sostegno, la Nazionale deve rialzarsi&#8221;.</p>
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		<title>Corrado Urbano: &#8220;Quei quattro anni in A in campo con Baresi, Scirea, Maradona&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:59:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Corrado Urbano, anni 64, da Piedimonte San Germano, è un uomo di calcio che ha vissuto e vive il calcio dagli anni 70. Per Urbano, tra il 1999 e il 2025, quattro anni e mezzo sulla panchina del Cassino. In mezzo piazze come Casertana, Potenza, Ostiamare, tre anni alla guida della Primavera del Bari e [&#8230;]</p><p>The post <a href="http://www.calciolaziale.com/2026/08/03/professionisti/corrado-urbano-quei-quattro-anni-campo-baresi-scirea-maradona/">Corrado Urbano: &#8220;Quei quattro anni in A in campo con Baresi, Scirea, Maradona&#8221;</a> appeared first on <a href="http://www.calciolaziale.com">calciolaziale.com</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Corrado Urbano</strong>, anni 64, da Piedimonte San Germano, è un uomo di calcio che ha vissuto e vive il calcio dagli anni 70. Per Urbano, tra il 1999 e il 2025, quattro anni e mezzo sulla panchina del Cassino. In mezzo piazze come Casertana, Potenza, Ostiamare, tre anni alla guida della Primavera del Bari e tante altre esperienze. Ma prima la prestigiosa carriera da calciatore, quando in serie A non si arrivava per caso o grazie a qualche procuratore. Ci andavano i più bravi che la categoria la meritavano davvero. Un inizio di carriera come attaccante, poi la consacrazione da centrocampista. La prima storica promozione dell&#8217;Empoli in serie A, l&#8217;esordio contro l&#8217;Inter a Firenze, tre anni indimenticabili in Toscana e poi il trasferimento al Bari e altre grandi soddisfazioni con la vittoria della Mitropa Cup. Tra Empoli e Bari la bellezza di 174 presenze e quattro gol con quattro stagioni in A e tre in B. I compagni di squadra e gli avversari erano quelli della seconda metà degli anni 80 e di inizio 90, vale a dire fior di campioni, sia italiani che stranieri. <strong>Franco Baresi</strong> è uno dei giocatori più iconici che Urbano si è trovato di fronte.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Franco &#8211; racconta Corrado Urbano &#8211; era il grande leader del reparto difensivo. Uno che vedeva oltre, sapeva dare i giusti input ai compagni per modificare l&#8217;assetto a seconda se la squadra doveva impostare il gioco o difendersi. Il braccio alzato di Baresi fece epoca ed era tale la sua personalità che molti arbitri si facevano condizionare. Oggi col Var è tutto diverso. Baresi e Scirea sono stati i due difensori più forti che io abbia mai affrontato e probabilmente sono stati i migliori di quella generazione. Ho avuto la fortuna di giocare contro Franco nove volte (compresa una sfida di coppa Italia con qualificazione dell&#8217;Empoli) e ne ho sempre apprezzato la serietà. Con Sacchi poi arrivarono i tempi di un Milan molto innovativo che era davvero bello da vedere&#8221;. Ma in quegli anni i fuoriclasse erano tanti, compreso un alieno.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Maradona</strong> &#8211; continua Urbano &#8211; sembrava un giocatore sceso dal cielo. Fisicamente non era molto dotato ma abilità, agilità e genialità compensavano tutto. Contro gli avversari era sempre molto rispettoso nonostante prendesse davvero tanti calci. All&#8217;epoca i fischietti erano più mansueti, oggi non permetterebbero tutti quei falli. Durante un Napoli &#8211; Empoli (2-1) e dopo l&#8217;ennesimo duello (mancavano quindici minuti alla fine della partita) gli chiesi la maglia. Lui fece finta di niente. A fine partita Ciccio Baiano si presentò davvero con la maglia di Diego per me. Non mi sembrava vero: un gesto e un regalo che porterò sempre nel mio cuore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Urbano non ha rimpianti. &#8220;Sono felice della carriera che ho fatto. E dico grazie a Gaetano Salvemini, grande tecnico che incontrai a Caserta e che successivamente mi portò a Empoli. Gli sarò sempre grato. Sulla carriera di allenatore forse nei tre anni nella Primavera del Bari il rammarico è non aver avuto la chance di allenare la prima squadra anche solo per qualche settimana. Ho valorizzato molti giocatori che poi hanno spiccato il volo, come ad esempio Castrovilli&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Cassino l&#8217;esordio, giovanissimo in C2. &#8220;Il primo anno giocai le ultime sei partite e al debutto segnai. L&#8217;anno dopo la squadra era molto giovane e retrocedemmo ma i ricordi sono comunque tanti e belli. Come allenatore nel 2000 abbiamo sfiorato una grande promozione. L&#8217;anno scorso ho fatto una scelta di cuore ad accettare ma forse avrei dovuto capire che non era quella giusta perché il ciclo della ex proprietà era ormai arrivato a termine e si respirava imminente aria di cambiamento&#8221;.</p>
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		<title>Stephan El Shaarawy lascia la Roma: il derby e i saluti ai tifosi giallorossi</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2026 22:26:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Stephan El Shaarawy non rinnova e dice addio alla Roma. Il Faraone attraverso un post social ha detto addio ai colori giallorossi a pochi giorni di quella che sarà la sua ultima partita all’Olimpico davanti ai suoi tifosi, il derby contro la Lazio. Il saluto del giocatore.  “Ci sono luoghi che diventano casa senza che [&#8230;]</p><p>The post <a href="http://www.calciolaziale.com/2026/05/16/professionisti/stephan-el-shaarawy-lascia-la-roma-il-derby-i-saluti-ai-tifosi-giallorossi/">Stephan El Shaarawy lascia la Roma: il derby e i saluti ai tifosi giallorossi</a> appeared first on <a href="http://www.calciolaziale.com">calciolaziale.com</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Stephan El Shaarawy</strong> non rinnova e dice addio alla Roma. Il Faraone attraverso un post social ha detto addio ai colori giallorossi a pochi giorni di quella che sarà la sua ultima partita all’Olimpico davanti ai suoi tifosi, il derby contro la Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il saluto del giocatore.  “<em>Ci sono luoghi che diventano casa senza che tu te ne accorga. E poi, un giorno, ti rendi conto che è stato molto di piú… erano persone, emozioni, vita. Per me, questi 10 anni sono stati tutto questo. Sono arrivato qui con sogni, ambizioni e tanta voglia di dimostrare. Me ne vado con il cuore pieno. Pieno di ricordi, di battaglie condivise, di gioie immense ma anche di momenti difficili che mi hanno fatto crescere, dentro e fuori dal campo.In questo ambiente ho trovato affetto vero, stima sincera e un senso di appartenenza che va oltre il calcio. Ho sempre cercato di onorare questa maglia nel modo più autentico possibile, dando tutto me stesso, ogni singolo giorno, senza mai risparmiarmi” &#8211; si apre la lettera del classe ’92 il cui contratto con la Roma scadrà il prossimo giugno. “Abbiamo scritto pagine importanti insieme, vivendo emozioni che resteranno indelebili, come la vittoria di un trofeo internazionale che ci ha uniti ancora di più e che porterò sempre dentro di me. Col passare del tempo sono cresciute le responsabilità e indossare la fascia da capitano è stato molto più di un ruolo: è stato un onore immenso e uno degli attestati di stima più grandi che potessi ricevere. Un privilegio che porterò sempre nel cuore. Come tutte le storie, anche questa ha avuto un inizio e oggi si avvicina alla sua fine. è stata un’annata particolare, in parte difficile ma questo fa parte del calcio e non cambia ciò che sono e ciò che ho sempre dato”</em> &#8211; continua El Shaarawy.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Faraone poi chiude con i ringraziamenti: “<em>Il derby sarà la mia ultima partita in casa all’olimpico. E non c’è partita migliore di questa per mettere in campo tutto quello che ho sempre cercato in questo gioco, impegno rispetto e dedizione per questa maglia ma sopratutto la mia gratitudine. Grazie alla società, che mi ha dato l’opportunità di crescere come uomo e come calciatore. Grazie ai miei compagni, con cui ho condiviso ogni emozione. Grazie allo staff, per il lavoro e il supporto quotidiano. E un grazie speciale a voi tifosi… perché mi avete fatto sentire uno di voi, sempre. Me ne vado, ma una parte di me resterà qui. Perché certe storie non finiscono davvero, cambiano solo forma. Sarò per sempre riconoscente a questa società e soprattutto a questa città che mi ha dato tantissimo. Grazie Roma. Con affetto Steph</em>an”.</p>
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		<title>Roma &#8211; Lazio: il derby si giocherà alle 12.30</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2026 16:26:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il derby di Roma si giocherà domenica prossima alle 12.30. Così l&#8217;amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, parlando a &#8216;La politica nel pallone&#8217; su Gr Parlamento-Radio Rai, in merito alla collocazione di Roma-Lazio nel giorno della finale degli Internazionali di tennis di Roma: &#8220;Cercando -ha detto De Siervo- di tenere insieme, in [&#8230;]</p><p>The post <a href="http://www.calciolaziale.com/2026/05/11/professionisti/roma-lazio-il-derby-si-giochera-alle-12-30/">Roma &#8211; Lazio: il derby si giocherà alle 12.30</a> appeared first on <a href="http://www.calciolaziale.com">calciolaziale.com</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il derby di <strong>Roma</strong> si giocherà domenica prossima alle 12.30. Così l&#8217;amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, parlando a &#8216;La politica nel pallone&#8217; su Gr Parlamento-Radio Rai, in merito alla collocazione di <strong>Roma-Lazio</strong> nel giorno della finale degli Internazionali di tennis di Roma: &#8220;Cercando -ha detto De Siervo- di tenere insieme, in un punto di equilibrio, tutte le esigenze, dall&#8217;ordine pubblico alla finale degli Internazionali di tennis fino alle esigenze di contemporaneità previste per le ultime due giornate di campionato, sono convinto che la soluzione delle 12.30 di domenica, che peraltro come detto riguarderà altre quattro partite, potrebbe contemplare l&#8217;interesse di tutti&#8221;. Altre ipotesi, come quelle di giocare il lunedì sera, le ha definite &#8220;fantasiose o impercorribili, perché coinvolgerebbero tante realtà diverse, centinaia di migliaia di persone spostate in un giorno feriale&#8221;, ha sottolineato De Siervo, che anche aggiunto come la &#8220;contemporaneità di partite con stessi obiettivi serve a proteggere la regolarità del campionato&#8221;. La Lega serie A dovrebbe ufficializzare domani il programma della 37/a giornata.</p>
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		<title>Roma: a Udine un brusco passo indietro</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 10:02:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sorride l’Udinese. Kosta Runjaic il tecnico tedesco dei bianconeri aveva detto alla vigilia che con la Roma aveva sempre perso. Ecco la sua prima vittoria e i suoi primi punti. I bianconeri battono 1-0 la Roma con gol di Jurgen Ekkelenkamp, agevolato dalla deviazione di Malen, e volano a 32 punti in classifica. Una classifica [&#8230;]</p><p>The post <a href="http://www.calciolaziale.com/2026/02/02/professionisti/roma-udine-brusco-passo-indietro/">Roma: a Udine un brusco passo indietro</a> appeared first on <a href="http://www.calciolaziale.com">calciolaziale.com</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="m27343-27342-27344" class="content ">
<p class="paragraph" style="text-align: justify;" spellcheck="true">Sorride l’<strong>Udinese.</strong> Kosta Runjaic il tecnico tedesco dei bianconeri aveva detto alla vigilia che con la <strong>Rom</strong>a aveva sempre perso. Ecco la sua prima vittoria e i suoi primi punti. I bianconeri battono 1-0 la Roma con gol di Jurgen Ekkelenkamp, agevolato dalla deviazione di Malen, e volano a 32 punti in classifica. Una classifica insperata. La Roma, invece, scomparsa per un tempo intero, perde terreno dalla Juve che vincendo a Parma l’ha scavalcata. Una squadra irriconoscibile, soprattutto nella prima parte, quella di Gian Piero Gasperini, non nuova a questi blackout (vedi Cagliari). La voglia di pareggiare della ripresa non è bastata. La difesa dell’Udinese, orchestrata da Solet e Kristensen, Berttyola, col supporto finale di Kabasele, ha retto e bene e Okoye ha dovuto effettuare un solo grande intervento all’ottavo minuto di recupero su Mancini.</p>
</div>
<div id="m27348-27347-27349" class="content " style="text-align: justify;">
<p class="paragraph" spellcheck="true"><b>LA PARTITA</b> Lo spicchio riservato ai tifosi ospiti è desolatamente vuoto. Ai tifosi della Roma la trasferta è vietata fino a fine stagione. Ma i non residenti del Lazio si fanno ugualmente sentire e stanno dietro la porta della Sud. Kosta Runjaic, senza Zanoli che ha finito la stagione col crociato rotto, rilancia Ehizibue, premiato prima del via per le 100 in bianconero. In panchina ha gli uomini contati: infatti in panca è seduto pure l’ex giallorosso Nicolò Zaniolo. Dal finale di mercato è arrivato solo il promettente difensore Mlacic. Il sistema è quello di Verona 3-4-2-1 con Atta ed Ekkelenkamp dietro il totem Davis. Nella Roma la difesa è bunker vede, rispetto alla gara col Milan Hermoso a sinistra e non Ghilardi. Con lui Mancini e Ndicka che proprio in questo stadio prese un brutto spavento con partita sospesa. Dopo il giallo per fallo di mano dell’ivoriano, l’Udinese mette i brividi a Svilar: schema su punizione, bolide di Atta e deviazione in angolo. Sul corner la sventola da 25 metri è di Ekkelenkamp e il portierone respinge con i pugni. Il primo tempo è griffato Udinese che gioca a gran ritmo. Al 26’ Solet per Davis che si invola e vede Ekkelenkamp, il salvataggio super di Mancini è provvidenziale. Il primo tiro della Roma, che sembra in riserva, di Malen arriva al 29’, facile per Okoye. Ma è ancora l’Udinese a far vede calcio con una bellissima combinazione tra Atta ed Ekkelenkamp e tiro alto del francese. Poi anche Miller spara fuori. Ma il finale mette i brividi ai bianconeri che concedono un’ingenua punizione da maledetta per fallo di Kristensen su Malen. Lo specialista Soulé non si dimostra re dei piazzati e calcia alto. Squadre negli spogliatoi. Udinese da 7, Roma che non c’è proprio e paga le fatiche di Europa League. Gasp non sembrerà contento.</p>
</div>
<div id="m27353-27352-27354" class="content ">
<p class="paragraph" style="text-align: justify;" spellcheck="true"><b>SECONDO TEMPO</b> Si riparte con gli stessi schieramenti anche se Zaniolo nell’intervallo ha fatto un riscaldamento molto intenso. Ma l’Udinese ricomincia con lo stesso ritmo e sull’ennesimo strappo di Davis che fa ammonire Mancini si guadagna la punizione al 4’. Calcia Ekkelenkamp liftato, devia Malen e Svilar non ci può arrivare: 1-0. Meritato. Ma al 7’ grosso guaio al Bluenergy Stadium: ancora uno scatto di Davis che, però, si ferma e chiede il cambio. Runjaic butta dentro Gueye e no Bayo. Sacchi lascia molto correre, ma un paio di cartellini deve estrarli: El Aynaoui e Zemura, Pellegrini che commette un brutto fallo su Atta ed esce. Dentro Venturino. Ma Sacchi continua a mostrare gialli: a Miller che perde palla e commette un ingenuo fallo su El Aynaoui per una punizione frontale e Gueye. Per fortuna dell’Udinese la punizione finisce sulla barriera. La Roma si butta all’attacco. Il tiro di Malen finisce in angolo. Gasp cambia dietro: Ghilardi per Hermoso. Ma è l’Udinese ancora su punizione di Ekkelenkamp a sfiorare il bis: Svilar si supera in angolo. La Roma gioca sempre a sinistra per cogliere in fallo su Ehizibue che, però, è sempre attento. E a 12’ dalla fine ecco gli altri cambi. Gasp ne spende tre e li finisce. Entrano Pisilli, Vaz e Tsimikas. Runjaic inserisce Zarraga peer Miller e Kabasele per Bertola. La Roma al 90’ segna con Cristante ma non è buono: fuorigioco. Sono 5’ di recupero e Runjaic si gioca Zaniolo per Gueye e Bayo per lo straordinario Ekkelenkamp che ha speso davvero tutto. Il recupero va ben oltre: Okoye toglie letteralmente dalla porta un colpo di Mancini e dopo 7’20’ Sacchi, arbitraggio discutibile, fischia la fine. E l’Udinese esulta. Meritatamente.</p>
<p class="paragraph" style="text-align: justify;" spellcheck="true"><strong>da Gazzetta.it</strong></p>
</div>
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		<title>Sarri si opera ma col Napoli ci sarà</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 11:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Tortolano]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Serie A]]></category>
		<category><![CDATA[home]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Sarri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nella giornata di oggi, come riportato dall’edizione de Il Messaggero, l&#8217;allenatore della Lazio Maurizio Sarri si sottoporrà a un intervento chirurgico già pianificato da tempo. Un’operazione che terrà l’allenatore biancoceleste lontano dai campi per un paio di giorni, ma che non dovrebbe avere conseguenze sulla preparazione della sfida con il Napoli, il primo impegno ufficiale del 2026 in programma domenica 4 gennaio [&#8230;]</p><p>The post <a href="http://www.calciolaziale.com/2025/12/29/professionisti/sarri-si-opera-col-napoli-ci-sara/">Sarri si opera ma col Napoli ci sarà</a> appeared first on <a href="http://www.calciolaziale.com">calciolaziale.com</a>.</p>]]></description>
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<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p style="text-align: justify;">Nella giornata di oggi, come riportato dall’edizione de <em>Il Messaggero</em>, l&#8217;allenatore della Lazio <strong>Maurizio Sarri </strong>si sottoporrà a un intervento chirurgico già pianificato da tempo. Un’operazione che terrà l’allenatore biancoceleste lontano dai campi per un paio di giorni, ma che non dovrebbe avere conseguenze sulla preparazione della sfida con il Napoli, il primo impegno ufficiale del 2026 in programma domenica 4 gennaio alle 15. In questi giorni di assenza, gli allenamenti saranno affidati al suo vice Marco Ianni.</p>
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<div class="flex flex-col gap-y-6 py-2 lg:py-3 px-4 lg:px-6">
<div data-testid="paragraph-content">
<div>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p style="text-align: justify;">Come detto, però, nessuna preoccupazione in casa Lazio, con Sarri che sarà regolarmente in panchina contro il Napoli e tornerà a essere operativo subito dopo capodanno, con l&#8217;obiettivo di esserci già nel breve ritiro obbligatorio previsto per sabato. L&#8217;obiettivo è cominciare bene il 2026 cercando di ottenere punti importanti contro la squadra di Conte.</p>
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</div>
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		<title>Cremonese &#8211; Roma 1-3: sempre più in alto la Roma di Gasperini</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 09:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[calciolaziale]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Professionisti]]></category>
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		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[ticker]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In vetta in solitaria. Il cielo di Cremona è giallorosso con la squadra di Gasperini sempre più in alto. La Roma sorride e pensa in grande, torna da Cremona con tre gol, tre punti e diverse risposte. Ha dimostrato che dopo la pausa nazionali è in grado di non subire contraccolpi (dopo lo stop di [&#8230;]</p><p>The post <a href="http://www.calciolaziale.com/2025/11/25/professionisti/cremonese-roma-1-3-sempre-piu-alto-la-roma-gasperini/">Cremonese &#8211; Roma 1-3: sempre più in alto la Roma di Gasperini</a> appeared first on <a href="http://www.calciolaziale.com">calciolaziale.com</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In vetta in solitaria. Il cielo di Cremona è giallorosso con la squadra di Gasperini sempre più in alto. La <strong>Roma</strong> sorride e pensa in grande, torna da Cremona con tre gol, tre punti e diverse risposte. Ha dimostrato che dopo la pausa nazionali è in grado di non subire contraccolpi (dopo lo stop di inizio settembre fu il Torino a fermarla, dopo quello di metà ottobre invece l’Inter) e ha confermato che il centravanti è un optional e le soluzioni alternative diventano risorse. Soulé, Ferguson e Wesley fanno volare Gasp, alla Cremonese di Nicola non riesce il colpo e i tifosi della Roma allo Zini a fine partita cullano e cantano un sogno &#8220;tricolore&#8221; in attesa dei 90 minuti di San Siro. Il primo tempo avrebbe potuto chiudersi con qualsiasi risultato. Un esercizio dialettico di &#8220;se&#8221; e di condizionali in mezzo a tante occasioni ed episodi. Sarebbe finito in un altro modo rispetto all’1-0 romanista firmato Soulé se, ad esempio, Bonazzoli al 16’ non avesse trovato il muro Svilar, provvidenziale sulla prima grande occasione per la Cremo sullo 0-0; oppure se Vandeputte, di nuovo a tu per tu col numero uno della Roma, non si fosse fatto ipnotizzare dal portiere che tiene in piedi la migliore difesa della Serie A e se poi il palo non gli avesse negato la sua prima gioia in campionato; oppure ancora se ci fosse stato davvero il calcio di rigore – prima concesso e poi revocato dopo on field review per un presunto fallo di mano di Mancini su tiro di Barbieri – nell’ultimo minuto di recupero di un primo tempo che ha fatto rivalutare le partite delle 15 di domenica, altre volte trascorse con ben altri ritmi. A Cremona invece il pranzo della domenica non ha appesantito per nulla due squadre vive e che hanno regalato un primo tempo tutt’altro che noioso. Gli ingredienti di una partita frizzante (come la temperatura) ci sono tutti: dai raddoppi sistematici di Vandeputte e Floriani Mussolini su Soulé alla marcatura-sigillo di Ndicka su Vardy, fino al duello – fisicamente senza storia – tra Baschirotto e Baldanzi che il romanista aggira con velocità e tecnica. Gasperini continua a guidare una Roma coi centravanti fantasma e per spaventare la Cremo stavolta ha piazzato lì l’ex Empoli. Ovviamente con licenza di svariare, decentrarsi e soprattutto abbassarsi per andarsi a prendere i palloni che vuole.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato: corre il triplo degli altri e questa energia lo premia. Soprattutto alla mezz’ora, quando combina con Soulé (autore al 17&#8242; della rete dello 0-1), si sistema la palla in area in una frazione di secondo, si gira e calcia. Audero respinge ma lo fa sui piedi di Pellegrini che ribadisce in rete e fa 2-0 per la Roma. Tutto gradevole ma tutta un’illusione, perché il 7 romanista era in fuorigioco. Dopo un’ora di gioco riecco Soulé; calcia fuori ma il piede dell’argentino è costantemente caldo. Sempre dopo 60 minuti di partita la Roma torna ad avere un centravanti (Ferguson rileva Baldanzi) ma perde il suo allenatore per proteste contro l’arbitro e il quarto uomo. Un elettrico Gasperini esulta in tribuna ma si perde da vicino il primo gol in campionato – e in assoluto in giallorosso – del suo attaccante irlandese che interrompe a Cremona un digiuno per lui lungo 393 giorni e 27 gare ufficiali. L’ultima esultanza risale ai tempi del Brighton, col destro, la rete del 2-0 al Wolverhampton. La girata di Bonazzoli, poco dopo, finisce oltre il palo ma non basta a spaventare la Roma e Svilar. Anche perché, tempo che gli ospiti ripartono, arriva il 3-0 con Wesley che non segnava dalla prima giornata di campionato, contro il Bologna che ora la Roma può staccare di nuovo in classifica. In pieno recupero, il gol di Folino (il quinto di testa per la squadra che ne segna in assoluto di più in questa maniera, insieme all&#8217;Inter) aggiorna il tabellino ma non cambia la sostanza. La Cremonese resta a 14 punti (12° posto) mentre la Roma ne ha ventisette dopo queste prime 12 giornate.</p>
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