Terzo risultato utile su quattro per il Frosinone in questo inizio di campionato. L’uno a uno del Ferraris è amaro per l’11 ciociaro che ha accarezzato a lungo il sogno del terzo successo di fila, anche se il pari permette comunque agli uomini di Alvini di restare nei quartieri alti della Serie A. La sfida del Ferraris racconta questo, con gli ospiti che dopo il vantaggio iniziale di Kvernadze hanno mantenuto il possesso del gioco sino all’intervallo, rischiando grosso quando Colombo proprio allo scadere di metà gara ha calciato a lato il primo rigore di questo campionato concesso dopo Ofr per il mani di Cittadini. Restano i meriti degli uomini di Alvini, per la pulizia delle giocate e la qualità messa in campo, almeno sino a quando certi meccanismi non si sono un po’ smarriti.
De Rossi si è affidato in avvio alla coppia Colombo-Osmajic in attacco, dando fiducia a destra all’ultimo arrivato Ehizibue (con Ellertsson sulla corsia mancina), mentre Alvini nel tridente offensivo ha scelto Ghedjemis al posto dell’ex rossoblù Fini. Una sfida iniziata con otto minuti di ritardo a causa di un problema all’auricolare dell’arbitro Rapuano. La squadra di De Rossi è andata subito a segno con Baldanzi dopo una bella giocata di Ellertsson: rete annullata per il tocco in fuorigioco di Osmajic. Il Frosinone è stato molto efficace la squadra riuscendo a frenare Baldanzi e tenendo basso Frendrup grazie ai movimenti di Calò e Schmid, sempre alla ricerca di Raimondo al centro dell’attacco. E al 12’ il Frosinone ha capitalizzato la prima occasione utile per andare a segno: Ghedjemis è scappato alla guardia di Frendrup, Schmid ha servito Kvernadze lesto ad anticipare una difesa genoana troppo statica. Palmisani (21’) ha respinto la conclusione di Baldanzi su assist di Colombo, in quella che è stata la migliore occasione per i rossoblù prima del rigore. Sino a metà gara i padroni di casa non sono riusciti a cambiare l’inerzia della partita, tenuta in mano dagli ospiti.
Il pari genoano è arrivato in avvio di ripresa (5’) – con Messias in campo al posto di Baldanzi e Monterisi sostituto di Cittadini – con il capitano Vásquez, bravo sugli sviluppi di un angolo a battere a rete sul primo palo, anche se qui il Frosinone ha sbagliato il piazzamento della difesa. Sull’uno a uno la gara è cambiata, il Genoa ha preso fiducia e certi automatismi del Frosinone nel primo tempo si sono un po’ smarriti. De Rossi ha fatto debuttare l’ex El Shaarawy, piazzatosi a sinistra a tutta fascia con Ellertsson a destra. Bijlow ha negato il raddoppio a Kvernadze, poi Palmisani è stato decisivo prima su Colombo e poi su Vitinha, subentrato in attacco. Vasquez, già ammonito, ha steso in mezzo al campo Fini: secondo giallo, espulsione e Genoa in diecì al 42’ della ripresa. Finale da brividi, con il Frosinone che grazie ai cambi ha provato a invano a trovare il raddoppio. Bijlow ha salvato tutto su Calò. Poi a sfida conclusa il lungo applauso del pubblico genoano all’ex Masini.