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Sorianese-Viterbese: le interviste – Attilio Gregori

LE INTERVISTE DI SORIANESE-VITERBESE CASTRENSE

ATTILIO GREGORI: “E’ una squadra da elogiare, per la voglia che mostrano

ogni volta. Ma ancora non abbiamo fatto nulla. Siamo a condannati a vincere

ma è un bell’essere condannati…”

 

Soriano nel Cimino (VT) – E’ stato difficilissimo, vincere a Soriano, e per un’ora, quasi un’ora e dieci la squadra aveva perso lucidità e non riusciva a mettere la palla bassa. I pensieri sono stati tanti, sul 2-0?
Attilio Gregori: “I pensieri sono stati quelli legati alle mie colpe: abbiamo reaglato un tempo, e ci abbiamo messo un tempo, a capire che soffrissimo troppo sugli esterni, quindi abbiamo cambiato modo di stare in campo. Abbiamo messo un giocatore un po’ più di gamba, cercando di allargare il gioco e di tenere la palla per terra il più possibile. Poi diciamo che è stato un tempo per uno. E’ stato difficile il primo tempo perché sotto di due gol non è facile poi questa squadra ha nelle corde tante soluzioni quindi credo che alla fine sia stato sofferta, sì, ma anche meritata”.
Sul piano fisico avete reso molto loro, nel senso che loro hanno avuto nel primo tempo troppe occasioni e voi troppo poche, visto che sieti i primi in classifica.
“Ti ripeto. E’ dovuto dal modo di approcciare la partita, non tanto dal punto di vista mentale, quanto dal punto di vista tattico. Il tempo regalato alla Sorianese va addebitato al sottoscritto; poi nel secondo tempo sono andate un po’ meglio, le cose. Abbiamo tenuto la squadra con più riferimenti perché avevamo provato a giocare con due mezze punte ma loro non ci lasciavano spazio, tra le linee e quando ripartivamo non avevamo la gestione della palla che avevamo preparato in settimana. Questa squadra, però, nella sofferenza, ha dimostrato ancora una volta un grande carattere, e poi ha tirato fuori dei colpi che sono nelle corde di questo organico, che ha giocatori importanti”.
Al 95% avete vinto il campionato…
“No, questa vittoria ci dà forza per andare avanti, mancano quattro finali, come dico io. Di sicuro una bella iniezione di fiducia ma non è ancora successo nulla”.
Intanto avete conservato un bel tesoretto di 6 punti, che è fondamentale, nell’ottica del 1° Maggio, che è l’obiettivo assoluto, il confronto diretto da giocare a Rieti, se, come da pronostico, il Rieti batte la Fontenuova…
“L’ottica nostra non è il 1° di maggio, ma l’11 maggio. Noi abbiamo questo piccolo vantaggio, e credo che ce lo siamo sudato e meritato tutto, credo, ma soprattutto i ragazzi”.

Leo Cutigni domanda: per Cerone forse è la definitiva bocciatura? Già nelle altre partite, nei secondi tempi, l’ingresso di Gubinelli faceva vedere che la squadra cambiasse passo, ed è accaduto anche oggi. Potrebbe essere ormai un corpo avulso, Cerone, da questa Viterbese?

“Non sono d’accordo. A seconda delle partite, a seconda dell’avversario ho la possibilità e la fortuna di gestire un organico importante. Cerone ha fatto nè più nè meno di quello che hanno fatto gli altri, nel primo tempo. Che poi debba essere sostituito con un grande d’età, è un dato di fatto, penso sia nella logica delle cose. Qui non è bocciato nessuno, sono tutti promossi, fino a oggi. Veniamo da una striscia di otto partite con sette successi e una sola sconfitta; non credo che sia una squadra da criticare. Oggi è da elogiare, soprattutto per l’impegno che mettono dentro al campo, e per la voglia che mostrano, ogni volta. Sanno che siamo condannati a vincere questo campionato, se vogliamo, ma è un bell’essere condannati a vincere questo campionato. Non è neanche facile, poi, giocare tutte le partite con l’obiettivo di dover sempre vincere, sempre di dover fare la partita. Perché io questa partita l’ho vissuta pure durante la settimana, sui giornali, sulle radio, sui social network: ho letto su Facebook, sui media, sembrava la partita della vita, l’ultima partita di campionato che chi vinceva, avrebbe vinto il campionato. Invece non è così: la Sorianese, anche se avesse vinto il campionato, non avrebbe vinto il torneo e non sarebbe nemmeno arrivata seconda. Noi dobbiamo vivere e convivere anche con queste cose, e non è facile, vi dico che non è facile. I ragazzi stanno vincendo anche questa, di cosa: è una cosa mentale che hanno. Hanno preso ormai consapevolezza della forza che hanno e la mettono dentro. Anche se oggi l’hanno fatto solo per un tempo, ed è bastato per poter vincere contro una squadra organizzata e qualitativamente molto importante”.

Max Cannalire

(ha collaborato Leonardo Cutigni)